"El Ceston"
Associazione Culturale - Gruppo di Acquisto Solidale
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Addio scaffali, «ecospesa» di gruppo
08/02/2010

Il Gazzettino di Belluno

Una trentina di famiglie si sono organizzate in un Gruppo di acquisto solidale che si rivolge a una rete di piccoli produttori

Addio scaffali, «ecospesa» di gruppo

«El Zeston» raccoglie gli ordini, compra alimenti biologici e preferisce il commercio equo e solidale

Pieve

Addio supermercati e letture impossibili delle etichette. Finite le illusioni di cercare un prodotto come natura comanda sugli scaffali frequentati dalle masse. Basta coi prezzi imposti dalle multinazionali. Dice un saggio proverbio orientale che noi siamo ciò che mangiamo. E allora i cosiddetti Gruppi di acquisto solidali hanno rotto con abitudini mal sopportate. Cercano prodotti genuini, prezzi equi rispettando la dignità di chi lavora, vogliono un modello sviluppo più umano ed ecologico. L'ultima frontiera dell'alternativa ai modelli di questa società omologata e consumista a oltranza si è aperta anche in Cadore, dove ormai una trentina di famiglie si sono associate per farsi la spesa insieme. Hanno un nome:El Zeston, la gerla. Per ora l'epicentro del Gruppo è Tai. In Italia sono una settantina, ancora pochi nel Veneto. Edita da Emi di Bologna, esiste addirittura «La guida dei Gas» di Andrea Saroldi.

«Ho sempre boicottato certe multinazionali che fanno disastri nel mondo e trattano male i lavoratori - racconta Flora Mutschlechner, una delle più impegnate di questa associazione spontanea -. Andavo nei negozi a controllare se certi alimenti contenessero organismi geneticamente modificati e seguivo scrupolosamente le liste di boicottaggio. Pensavo a quello che tutti i giorni mangiamo noi e i nostri figli, alla verdura venduta col detersivo accanto per lavarla. Tre anni fa, alla Fiera Sana di Bologna, con un paio di amiche ho preso contatti con produttori biologici».

Col passaparola e le esperienze sul proprio stomaco la famiglia si è ingrandita. Fino a qualche tempo fa, partiva in auto uno del gruppo con la lista della spesa in tasca e tornava con il bagagliaio zeppo per tutti. Adesso sarebbe impossibile, troppo grande la domanda. E' il fornitore che porta la merce sul posto. Il «Gas» raccoglie gli ordini tra le famiglie e ogni quindici giorni in Cadore arriva un corriere apposta coi prodotti freschi della terra, cresciuti senza pesticidi e senza conservanti. Il periodo può essere molto più breve o più lungo, dipende dall'uso degli alimenti, come il pane o il formaggio grana. Dalla pasta alla farina, dal riso ai legumi per finire con il caffè, si tratta di prodotti biologici certificati. Nel caso dei prodotti tropicali il Gruppo di acquisto solidale si rivolge al commercio equo e solidale, ormai molto conosciuto, che in cambio delle stesse garanzie di qualità assicura che il lavoro degli agricoltori nel terzo mondo non sia sfruttato negando dignità e retribuzione adeguata.

«E' la nostra risposta biologica ed etica al consumismo - spiega Flora - senza dimenticare anche i vantaggi economici. I prezzi che spuntiamo dai fornitori su listini speciali sono quelli dei grossisti. Considerando che questa produzione di per sé risulta più onerosa, alla fine si risparmia o, in certi casi, i costi equivalgono a quelli di una spesa in negozio. E poi risparmiamo sulla carta e sui sacchetti, che ricicliamo».Spiegano i protagonisti che la caratteristica di questo scambio rivoluzionario e antico fra domanda e offerta sta nel fatto che salta l'anello della commercializzazione. I gruppi spontanei si rivolgono direttamente a piccoli produttori, singoli o associati, per i loro acquisti collettivi. Cercano ciò che la grande distribuzione ignora. S'instaura un rapporto diretto con la provenienza dei prodotti e quindi la fiducia. E tra amici e famiglie nasce anche una nuova relazione.

Flavio Olivo

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